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LE INCHIESTE DI CASERTACE/ANATOMIA DEL BILANCIO DEL CAPOLUOGO. ECCO COME 160 MILIARDI DI VECCHIE LIRE, PASSIVO REALE DEL COMUNE DI CASERTA, VENGONO FATTI APPARIRE 15 MILIONI. ALTRO CHE DISSESTO! PER I CASERTANI SARANNO LACRIME E SANGUE (SECONDA PUNTATA)

Petteruti_imperioso Una legislazione stupidamente permissiva, truuffaldina e iniqua permette anche al Comune di Caserta di presentare ai cittadini, che non hanno tempo e voglia per studiare i profondità i conti, una realtà virtuale, che nasconde il disastro epocale della finanza delll'ente.
LEGGI TUTTI I GIOCHINI DI PRESTIGIO ATTUATI PER TIRARE A CAMPARE.
PER CONSULTARE, POI, LA PRIMA PUNTATA DELLA NOSTRA INCHIESTA RIGUARDANTE LE PAGHE DA NABABBI DEI DIRIGENTI E LE SPESE PER IL PERSONALE
CLIKKA QUI 

 

CASERTA – E li chiamano residui! Una parola diseducativa, una definizione che, già di per sé, dà l’idea di entità trascurabili, piccole, non decisive nel giudizio complessivo su un Bilancio di un Comune, ma anche di un ente privato. E la solita fregatura all’italiana: si assumono i termini del manuale della contabilità aziendale e poi si accetta che di loro si faccia strage, stravolgimento, quando, non addirittura, strumenti di vera e propria delinquenza finanziaria, di una finanza finta, virtuale, appoggiata da leggi ridicole che consentono a un’Amministrazione comunale di continuare a stare in carica coglionando la gente, dichiarando passivi bugiardi e artificiali. Beninteso, il malcostume non tocca solo l’Amministrazione comunale di Caserta. Noi ci occupiamo di questa perché ci occupiamo di Caserta, ma non credo di essere molto lontano dalla verità quando affermo che il disastro dei conti della città capoluogo non ha eguali in entità urbane del belpaese di speculari dimensioni.

Dicevamo dei residui, indicatori di valori accantonati, dei debiti e dei crediti pregressi di un ente territoriale. Pochi spiccioli rispetto agli altri titoli e capitoli di un Bilancio: questo si è portati a pensare, legando la realtà effettiva, concreta al significato letterale di questa parola. Multe, canoni di affitti non riscossi, finanziamenti legati a trasferimenti da altre istituzioni di spesa non ancora incassati materialmente e, nella parte dei residui passivi, i debiti verso i fornitori di beni e di servizi.

Diamine, pensi, con una struttura di 700 dipendenti, con molti di questi servizi affidati a imprese esterne, che certo, al pari dei dipendenti, non lavorano gratis, così come dimostrato nella prima puntata della nostra inchiesta a cui puoi accedere CLIKKANDO QUI,  i crediti e i debiti del Comune sono tenuti sotto stretto controllo e il sindaco, come il buon padre di famiglia (non mi riferisco a  Petteruti, per carità, ma  alla figura emblematica descritta nel codice civile) monitora i conti in modo che questi non  tracimino mai sopra il livello di guardia.

E invece non è così: in una spirale allucinante che rotea su se stessa a velocità supersonica, in un moto impazzito e fuori da ogni controllo, come in un totalizzatore o in un segnapunti di un flipper, i debiti del Comune di Caserta salgono, salgono e salgono ancora e la stupida legislazione che consente oggi di tenere in Bilancio come attivo, crediti che risalgono anche a venti, trenta anni fa e, di fatto, ormai, inesigibili, fa in modo da sublimare la caratteristica tutta meridionale dell’incoscienza degli attori delle  pubbliche amministrazioni di fronte allo sfascio delle medesime.
E’ come se la res publica fosse “cosa altra” rispetto a chi l’amministra, un corpo esterno all’io di sindaci, assessori e consiglieri comunali. “Tanto – pensano – mica sono quattrini miei”.

E allora, giù con i trucchetti.
Tonnellate di polvere vengono nascoste sotto i tappeti. Lo fece a suo tempo Falco, lo ha fatto, con una specialissima impronta peggiorativa di inazione, incapacità, disdoro istituzionale l’Amministrazione Petteruti.

 Per avere un idea chiara di quella che è attualmente la situazione finanziaria, attenzione, quella dichiarata nel rispetto della, come già scritto, stupidissima legislazione vigente, e non reale,  del Comune di Caserta, l’ultimo dato di riferimento è il consuntivo 2008, approvato dal Consiglio comunale  nel novembre scorso.

Un  consuntivo, che, nonostante tutti i “trucchetti” e gli infingimenti, avendo violato, comunque, la metà dei parametri di deficitarietà, ha precipitato il Comune nel purgatorio dei cosiddetti “enti strutturalmente deficitari, che, in qualche caso significa stazionare nell’anticamera del dissesto , in altri casi, come nel nostro, significa fare ancora più schifo del dissesto.
 Cosa ha detto ufficialmente  quel conto consuntivo : il Comune di Caserta, a dicembre 2008, tra presunte entrate (residui attivi) e sicure uscite (residui passivi) ha un disavanzo di 15 milioni e mezzo di euro.

Ma adesso vi spieghiamo perché questa cifra è una mastodontica baggianata. I residui attivi che il Comune iscrive in bilancio e quindi spera, anzi afferma di essere sicuro di recuperare,  nella parte corrente , che è quella essenziale in ogni bilancio, ammontano a 80 milioni e mezzo, cioè a circa 160 miliardi di vecchie lire.

Entro nel dettaglio:  Titolo I ( Imposte e Tasse) 38,5 milioni di euro -  Titolo II ( Trasferimenti statali e regionali ) 7 milioni di euro - Titolo III Entrate extratributarie ( contravvenzioni-fitti ed altro ) 35 milioni di euro

Appartengono al titolo 1 Tarsu, cioè tassa rifiuti  ed Ici che da soli raggiungono la cifra di oltre 31 milioni di euro, soprattutto Tarsu anche di anni vecchi, ma molto vecchi. A queste voci di entrate “virtualissime”, bisogna aggiungere i soldi che Tributi Italia Ex Ausonia ex San Giorgio, ex, ex ed ex….ancora,  non ha dato e mai darà al Comune ( oltre 1 milione di euro).

Il titolo II dovrebbe presentare meno problemi di riscossione, anche se pure nel campo della riscossione degli importi dei trasferimenti già assegnati, il Comune di Caserta è riuscito, prima con Falco, poi con Petteruti, a compiere la prodezza difficilissima di far passare diversi anni senza incassare cifre, che oggi, a loro volta, appaiono di  i difficile esigibilità.

Per parlare del Titolo III occorrerebbe organizzare un workshop con Silvan, Tony Binarelli, David Copperfield, il mago Telma, Ciccio Formaggio e il rappresentante dell’associazione napoletana dei bancarielli delle tre carte.  

Si tratta di 26 milioni, dunque, 50 miliardi di vecchie lire,  di contravvenzioni al codice della strada, anche di anni vecchi, di dieci, quindici e anche 20 anni fa, mai riscosse e forse in molti casi già sgravate e non eliminate dal bilancio. Insomma, considerarle ancora attivo solo perché leggi permissive fatte a suo tempo dalla casta te lo consentono, è uno spettacolo ineguagliabile di disonestà intellettuale e di assenza totale di senso civile e di cittadinanza.

Un’altra posta è costituita da 800 mila euro di fitti passivi mai riscossi. Al riguardo, se i canoni che il Comune deve riscuotere dagli enti pubblici che utilizzano locali di proprietà della Città di Caserta, hanno una buona possibilità di essere recuperati, difficilmente quelli di Parco Primavera, Via dietro corte a San Clemente, relativi agli anni passati, entreranno concretamente nelle casse della città.

Ricapitolando, il Comune al 31.12.2008, grazie alla favola degli  80 milioni di euro di presunte entrate era sotto solo ( si fa per dire ) di 15 milioni e mezzo di euro, 30 miliardi di vecchie lire, a cui vanno aggiunti 6 milioni di euro di debiti fuori bilancio, in tutto 21 milioni, dunque 40 miliardi di vecchie lire.
A questo punto, un sussulto di buon senso porta diritti al quesito che ogni buona massaia che la mattina va a fare la spesa al mercato centellinando euro per euro, si porrebbe: ma di questi 80 milioni e mezzo di residui attivi, quanti ne ha riscossi veramente il Comune? Ve lo dico io: 16, avete capito bene, 16, solo il 20%, dunque. In pratica, Tarsu ed Ici  relative all’anno 2008, a un tempo prossimo, dunque, in cui vi è ancora la percezione, la memoria semplice e temporale da parte dell’ente di un credito, da parte del cittadino - contribuente di un debito, Tra i 16 milioni, c’è anche, poi, qualche trasferimento statale e regionale, inserito nel già citato Titolo II di 7 milioni di euro.  

Dei 26 milioni di contravvenzioni non incassate, si è riscosso ben poco , cosi dei fitti passivi ( quasi niente) e delle altre presunte entrate. Una strutturalità evidente nel non incasso, una cronicità certificata nelle menti illuminate e oneste, che è un segnale inequivocabile del fatto che quest’anno nulla, ma proprio nulla potrà succedere affinché la capacità di riscossione dei residui attivi da parte del Comune di Caserta possa incrementarsi.  

Ordunque,  se ai 64 milioni di euro, più di 120 miliardi  di residui attivi sopravvissuti, oramai, dopo molti anni non si riesce ad incassare niente, va aggiunto il disavanzo certificato al 31.12.2008, che è, come detto di  di 15 milioni e mezzo più 6 di debiti fuori Bilancio e fanno 21 milioni, come scritto prima. Attenzione, questo è un quadro comunque parziale, dato che non ci siamo ancora applicati in questa inchiesta che si preannuncia lunga e ricca di molte sorprese, su molti altri debiti “infrattati”, ma giusto per fare un esempio, mi limito solo a citare l’ultimo caso, quello freschissimo di Equitalia, che deve riscuotere  300 mila euro di antichissimi contributi non versati all’Inps e  non iscritti in bilancio.

Insomma, con sicura approssimazione per difetto, 80, 85 milioni di euro di debiti reali, a seconda se ci inseriamo o meno quelli fuori Bilancio.
I creditori, infatti, sono certi e come dimostra l’ultimo caso citato, quello di Equitalia, appunto,a cui va aggiunto quello dell’Enel, vanno dritti e sparati: Equitalia sequestrando cautelativamente le auto dei vigili urbani, l’Enel interrompendo l’erogazione elettrica in diversi impianti sportivi comunali, essendo in credito con l’ente di circa 3 miliardi di vecchie lire di bollette non pagate,. Mentre i debitori del Comune, com’è del tutto evidente, sono solo virtuali.

Poveri noi! Occorrerebbe una rivoluzione, ma potrebbe bastare anche una semplice evoluzione della cultura civile e degli spiriti.
Ma il sottoscritto, guardando per strada le facce dei casertani,  resta pessimista.

Gianluigi Guarino

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Scritto da guest Sabato 22 Maggio 2010 13:42
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