Banner
Login
L'EDITORIALE Le dimissioni di Cosentino, la ragion di Stato e il culo di pietra
Il coordinatore regionale le ha prsentate non in maniera irrevocabile ieri a Berlusconi, dopo aver disertato la riunione dei parlamentari campani per le liste. Il cavaliere, naturalmente, le ha respinte Berlusconi_e_Cosentino
  
Salvatore Dama su Libero racconta che ieri Nicola Cosentino si è presentato dimissionario al cospetto di Berlusconi e che Berlusconi abbia respinto le sue dimissioni. Dama è un giornalista informato, soprattutto delle cose che succedono nelle segrete stanze del Pdl, quindi non c’è motivo di pensare che non sia andata così.
Il coordinatore regionale le ha prsentate non in maniera irrevocabile ieri a Berlusconi,
Al di là del gesto, che noi di Casertace avevamo, del resto, auspicato ieri e che Cosentino non ha espresso, però, fornendogli il crisma della  irrevocabilità, nen sapendo, dunque, che Berlusconi, soprattutto iin questo momento mai le avrebbe potute accettare, resta il dato sorprendente di un uomo che, nel momento in cui non ha potuto più dominare l’inerzia degli eventi, nel momento in cui non ha avuto più in mano il pallino delle decisioni strategiche, nel momento in cui non ha potuto decidere come, dove, quando e perché, non ha trovato nella stiva delle sue risorse disponibili un arnese essenziale per la vita e la sopravvivenza di un politico: la capacità di sopportazione, la capacità di salvare il salvabile, lo schema razionale di perseguire le proposizioni subordinate, una volta capito che quelle principali non erano più nel suo controllo. Ha pensato, invece, di caricare come un ariete, abbandonandosi a reazioni scomposte, fuori ordinanza, come quella di non partecipare ieri pomeriggio, a Roma, alla riunione di di tutti i parlamentari della Campania per la definizione delle liste Pdl nelle cinque province. E così tutti hanno compreso quello che il sottoscritto ha compreso da tempo: che la politica per Cosentino è tale solo se serve al suo tornaconto personale, non è tale se non serve questa causa. Cosentino, evidentemente, non è interessato agli interessi del partito che lui rap-pre-sen-ta e che non è “cosa sua”, ma di tutti coloro che vi hanno aderito, che lo votano e che lo appoggiano. L’interesse del suo partito consiste, oggi, nel mettere Stefano Caldoro nelle migliori condizioni possibili per vincere. Un obiettivo che prescinde, sovrasta la pur legittima contrarietà di Cosentino a che Zinzi diventi presidente della Provincia di Caserta.
Una volta si diceva “per ragion di Stato”. Essere parte di un consesso collettivo organizzato in maniera monocratica com’è organizzato il Pdl significa che la decisione finale spetta al capo, cioè a Berlusconi. Questa è la regola, questo il punto primo dello statuto materiale del Pdl. Una regola che fino ad ora è stata munifica per Cosentino e che di Cosentino ha determinato l’ascesa politica, al di là, molto al di là, delle sue qualità, di buon gregario e basta, di eccellente stakanovista, uno, per intenderci, che nel mondo del giornalismo definirebbero un prezioso culo di pietra.

 

Gianluigi Guarino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

smaller text tool iconmedium text tool iconlarger text tool icon
 

Scritto da guest Mercoledì 17 Febbraio 2010 13:40
Banner
Aggiungi questo sito ai preferiti
Aggiungi questa pagina ai preferiti
Scegli come Homepage
Stampa pagina
Banner
Banner
Banner
Banner
Meteo Per Caserta
Partly Cloudy Sunny Mostly Sunny Sunny Sunny
23°C 31°C 30°C 29°C 29°C
Ven Sab Dom Lun Mar
Banner